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La povertà dei bambini dovrebbe essere una priorità di tutti

Ci sono interventi come quello della storica Michela Ponzani nella trasmissione Piazzapulita del 24 settembre che non dovrebbero lasciare indifferenti.
Quando proviamo a guardare la realtà oltre il rumore del dibattito pubblico, oltre le polemiche che finiscono spesso per occupare tutto lo spazio forse riusciamo a rispondere a una domanda semplice, ma decisiva: 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲?

Mentre la politica sembra spesso inseguire temi identitari, polemiche e battaglie ideologiche — dal dibattito sul tetto del 30% degli studenti stranieri (nel testo del decreto si fa specifico riferimento alla conoscenza della lingua italiana, un aspetto che restringe significativamente l’ambito di applicazione del provvedimento.) alla continua rincorsa a temi capaci di dividere — ci sono problemi che riguardano concretamente la vita di milioni di persone e che rischiano di rimanere sullo sfondo.
Uno su tutti: 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶.

I dati citati dalla Ponzani fanno riferimento ai rapporti di Caritas Italiana e che sono difficili da ignorare: 𝗶𝗹 𝟭𝟯,𝟴% 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝟮𝟵𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶. Quasi un povero su quattro, in Italia, è un minore.
E c’è un altro dato che dovrebbe farci riflettere ancora di più: da oltre un decennio la povertà tende ad aumentare quanto più diminuisce l’età. 𝗜𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀. 𝗟𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗲 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮.

Le famiglie con bambini, inoltre, sono tra quelle che sperimentano le condizioni di maggiore difficoltà: non solo sono numerose tra i nuclei in povertà assoluta, ma presentano anche livelli di spesa molto inferiori alla soglia di povertà.
Questi non sono numeri. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲.

E oggi, tra le urgenze del nostro Paese, c’è sicuramente questa: 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝘀𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗼𝘀𝗮.

𝗗𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰’𝗲̀ 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮?
È necessario rafforzare gli strumenti e le risorse destinati all’insegnamento della lingua italiana, garantire un adeguato supporto di mediazione linguistica e culturale, assicurare organici proporzionati ai bisogni e favorire una riduzione del numero di alunni per classe. La conoscenza della lingua italiana costituisce infatti una condizione essenziale per l’accesso ai servizi, la partecipazione alla vita sociale e l’effettiva costruzione di percorsi di autonomia e inclusione. L’insegnamento della lingua non dovrebbe pertanto essere considerato un intervento accessorio, ma una componente strutturale delle politiche di integrazione.

È quindi difficile non interrogarsi sulla scelta compiuta nei nuovi bandi del Ministero dell’Interno per i Centri di accoglienza, con l’eliminazione dell’obbligatorietà dei corsi di italiano. Se la conoscenza della lingua viene considerata fondamentale per l’integrazione, renderne meno strutturale l’insegnamento rischia di produrre una contraddizione nelle stesse politiche di accoglienza.

𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶?
Non perché i temi identitari non meritino discussione. Ma perché una società che discute continuamente di ciò che divide e troppo poco di ciò che impoverisce rischia di perdere di vista l’essenziale.

E forse dovremmo chiederci più spesso: 𝗰𝗵𝗲 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀?

È da qui che, a mio avviso, dovrebbe partire una parte importante della nostra agenda pubblica.

Corrado De Dominicis

Direttore Caritas Pescara-Penne

Ecco il nuovo bando per il Servizio Civile Universale


Per il calendario dei colloqui di selezione CLICCA QUI

EDIT (09/04/2026): proroga della scadenza per la presentazione delle domande al 16 aprile 2026 ore 14:00

Il 24 febbraio 2026 il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale ha pubblicato un Bando volontari per la selezione di 65.964 giovani (18-28 anni) da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero. Il termine per le domande da parte dei giovani è l’8 aprile 2026 alle ore 14.00.

In questo bando Caritas Italiana è titolare complessivamente di 124 progetti in Italia, per un totale di 1.250 posti, e 10 progetti all’estero per 42 posti. Tutti i progetti proposti dalla Caritas Italiana hanno una durata di 12 mesi. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito del Servizio Civile.

Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone a questo link. Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione della domanda sulla piattaforma DOL occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema.

I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero possono accedervi tramite Carta di Identità Elettronica (CIE). La CIE è il documento d’identità dei cittadini italiani che permette l’accertamento dell’identità del possessore e l’accesso ai servizi online delle Pubbliche Amministrazioni sia in Italia che nei Paesi dell’Unione Europea.
Per la presentazione della Domanda on-line di Servizio civile occorrono credenziali CIE di livello di sicurezza 2.
È consentito, altresì, l’accesso tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID). Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è lo strumento di accesso semplice, veloce e sicuro ai servizi digitali delle amministrazioni locali e centrali.
Per la presentazione della Domanda on-line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2.
Qualora i cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea o non appartenenti all’Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia, non avessero la possibilità di acquisire lo SPID, è data facoltà di richiedere al Dipartimento il rilascio di apposite credenziali per accedere ai servizi della piattaforma DOL, seguendo la procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.
I cittadini non appartenenti all’Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia, al momento della richiesta delle credenziali per la presentazione della domanda on-line, devono obbligatoriamente allegare, oltre ad un documento di identità valido, anche il permesso di soggiorno in corso di validità o la richiesta di rilascio/rinnovo dello stesso.

A questo link le informazioni specifiche su come si accede ai progetti di servizio civile della Caritas Italiana (sistema di selezione). Le selezioni verranno effettuate presso le singole Caritas diocesane che propongono i progetti. Per i progetti all’estero “Caschi Bianchi” le selezioni verranno effettuate in presenza a Roma, presso la sede di Caritas Italiana.

La Caritas diocesana di Pescara-Penne partecipa al progetto regionale Abruzzo-Molise SCUP Servizi in Comune, per l’Uguaglianza e la Prossimità con 4 posti disponibili.

Per scaricare la scheda del progetto SCUP clicca qui

Sudan, l’umanità sotto assedio

“È la più grave crisi umanitaria al mondo. Serve un intervento urgente della comunità internazionale”

La situazione in Sudan dopo la caduta di El-Fasher

El-Fasher, capitale del Darfur settentrionale, è caduta nelle mani delle milizie RSF dopo 18 mesi di assedio. Le conseguenze sono: migliaia di morti, carestia, violenze e esecuzioni di massa. Solo nelle ultime 24 ore almeno 2.000 persone uccise, inclusi pazienti e personale ospedaliero. Decine di migliaia di civili sono intrappolati; si registrano crimini di guerra e atti genocidari simili a quelli dei primi anni 2000.

Dati drammatici: 150.000 morti, 30 milioni bisognosi di aiuto, 13 milioni sfollati, 24 milioni in grave insicurezza alimentare, 90% dei bambini senza istruzione, 2 su 3 senza accesso ai servizi sanitari.

Appelli internazionali

  • Papa Leone XIV (Angelus 2 novembre): invito al cessate-il-fuoco, corridoi umanitari e intervento deciso della comunità internazionale.
  • Tom Fletcher, sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore dei soccorsi di emergenza delle Nazioni Unite (30 ottobre): denuncia dell’apatia globale e richiesta di un’azione urgente.

Le richieste di Caritas Italiana a seguito degli appelli di Papa Leone XIV e dell’ONU:

  • Cessate-il-fuoco o tregua umanitaria per corridoi di aiuto.
  • Stop alle forniture di armi.
  • Protezione dei civili con forze ONU e garanzia di evacuazione sicura.
  • Accesso sicuro agli aiuti in tutto il Sudan.
  • Aumento dei fondi per il Piano di Risposta Umanitaria (finanziato solo al 26%).
  • Sostegno alla pace e alla transizione democratica.
  • Caritas continua a fornire aiuti: sostegno economico a 16.000 persone e servizi idrici e igienici per 50.000 persone.

Messaggio finale ONU

  • Richiamo ai valori fondanti della comunità internazionale e alla necessità di agire per fermare la catastrofe umanitaria.

Serve l’impegno di tutti. Condividi, informati, sostieni gli interventi umanitari.

Per maggiori informazioni vai sul sito www.caritas.it

Guardare al futuro delle aree interne

E' online la pubblicazione "(Ri)abitare il futuro", la fotografia delle aree interne al centro del progetto AIR - Area Investire e Ricostruire

(Ri)abitare il futuro è il report di 15 mesi di attività delle Caritas diocesane di Pescara-Penne e Teramo-Atri nelle aree interne delle due diocesi coinvolte.

Con il progetto “A.I.R.- Area: Investire e Ricostruire”, finanziato dai fondi 8xMille, le équipe Caritas, si sono adoperate nel ridare un’anima ai luoghi e alle comunità delle aree interne delle province di Pescara e di Teramo.

«Il frutto del lavoro delle due Chiese locali, quella di Pescara e quella di Teramo e delle Caritas diocesane e parrocchiali delle aree interne della provincia aprutine» – ha dichiarato mons. Valentinetti, delegato della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana per il servizio della carità e arcivescovo metropolita di Pescara-Penne «Antichi confini uniscono Pescara e Teramo nella vallata del Vomano e del Fino e continuano a tenere insieme due realtà ecclesiali nel lavoro pastorale e sociale a favore di chi bussa alle nostre porte».

Obiettivo e desiderio della pubblicazione è quello di divenire oggetto di discussione pubblica e di finire in qualche modo nelle mani dei decisori politici, affinché nelle loro attività di programmazione della spesa pubblica, della locazione di fondi, possano tener conto del punto di vista degli abitanti dei territori.

Vai alla pagina della pubblicazione: (Ri)abitare il futuro

(Ri)abitare il futuro

Il lavoro è il report di 15 mesi di attività delle Caritas diocesane di Pescara-Penne e Teramo-Atri nelle aree interne delle due diocesi coinvolte.

Con il progetto “A.I.R.- Area: Investire e Ricostruire”, finanziato dai fondi 8xMille, le équipe Caritas, si sono adoperate nel ridare un’anima ai luoghi e alle comunità delle aree interne delle province di Pescara e di Teramo.

I risultati delle attività svolte con le comunità delle aree interne sono stati appunto raccolti in questa pubblicazione che presenta una dettagliata analisi di contesto del tessuto economico e abitativo delle aree interne abruzzesi e una ricerca sociale sviluppata attraverso la somministrazione di diversi questionari alla popolazione giovane, adulta e anziana, parroci, associazioni e amministrazioni comunali.

A completare il lavoro è presente tutta quella parte qualitativa che racconta l’esperienza degli operatori e soprattutto mette in evidenza, attraverso le testimonianze delle persone con cui il progetto è venuto a contatto, le sensazioni e il lascito dell’azione sui territori coinvolti.

Clicca qui per accedere alla pubblicazione

Aggiornamenti emergenza Ucraina

Sostegno e accoglienza dei profughi ucraini

EDIT 24/02/2023
Ad una anno esatto dall’invasione russa e dal conseguente inizio della guerra in Ucraina, pubblichiamo il nostro dossier “EMERGENZA UCRAINA” sull’accoglienza e le attività svolte con le famiglie e le persone rifugiate nella nostra diocesi: un lavoro che, grazie al programma di Caritas Italiana “Apri Ucraina”, ha permesso alla nostra rete sociale sul territorio di sostenere le tante persone in fuga dal conflitto affrontando e prendendo in carico anche le situazioni più difficili e vulnerabili.
Per accedere al dossier clicca qui

La Caritas diocesana di Pescara-Penne ha attivato le proprie risorse per l’accoglienza di gruppi di profughi e sfollati in fuga dall’Ucraina.

In collaborazione con la Prefettura e gli altri Enti, Caritas collabora strettamente con le comunità locali e le parrocchie per accompagnare le persone che saranno accolte.


ACCOGLIENZA

La raccolta di manifestazioni di disponibilità all’accoglienza temporanea dei minori non accompagnati e/o famiglie con minori in fuga dalle zone del conflitto dell’Ucraina o disponibilità di alloggi, nonché all’inserimento in un elenco di mediatori culturali e linguistici, con il compito di facilitare gli ingressi in famiglia avviene tramite l’ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Abruzzo al seguente link.

Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito della Regione Abruzzo al seguente link.


ITER LEGALE E SANITARIO

Tutte le informazioni per la provincia di Pescara si trovano al seguente link.


ATTIVITA’ DI ASSISTENZA AI PROFUGHI UCRAINI PRESENTI SUL TERRITORIO

Per le Città di Pescara e Montesilvano sono stati attivati i rispettivi C.O.C. (Centro Operativo Comunale) che si occupano di gestire interventi e richieste dei cittadini ucraini accolti.

PESCARA: sede C.O.C. presso nuovo comando della Polizia Municipale, numero di telefono 085.4283400

MONTESILVANO: sede C.O.C. presso Pala Dean Martin – sia le persone ospiti negli alberghi di Montesilvano, sia quelle ospitate nelle abitazioni, per qualsiasi bisogno possono chiamare i numeri telefonici 375.6574842 e 375.7952278 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 o recarsi presso il Pala Dean Martin negli stessi orari.


VOLONTARIATO

La Caritas diocesana è coinvolta nella prima accoglienza dei profughi ucraini in coordinamento con il Comune di Pescara, la Protezione Civile, la ASL e la Questura presso l’hub della Stazione ferroviaria di Porta Nuova a Pescara.

Il servizio si svolge dalle 8:00 alle 20:00, secondo turnazione, dal lunedì alla domenica e consiste nella gestione del punto ristoro.

Per dare il proprio contributo in queste attività di sostegno e animazione è possibile offrire la propria disponibilità inviando una e-mail all’indirizzo volontariato@caritaspescara.it indicando i giorni e gli orari.


DONAZIONI DI BENI MATERIALI

La Caritas diocesana di Pescara-Penne non sta organizzando raccolte di beni materiali.


SOSTEGNO ECONOMICO

Per dare il proprio contributo, sostenendo economicamente le azioni in favore delle popolazioni e dei territori colpiti dal conflitto in corso, è possibile convogliare le proprie donazioni presso l’organizzazione centrale di Caritas Italiana:

– conto corrente postale n. 347013

– donazione on-line tramite il sito www.caritas.it, o bonifico bancario (causale “Europa/Ucraina”) tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

I 50 anni della Caritas

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI MEMBRI DELLA CARITAS ITALIANA NEL 50° DI FONDAZIONE

Aula Paolo VI
Sabato, 26 giugno 2021

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti, tutti!

Ringrazio il Cardinale Bassetti e il Presidente della Caritas Italiana, Monsignor Redaelli, per le parole che mi hanno rivolto a nome di tutti. Grazie. Siete venuti dall’Italia intera, in rappresentanza delle 218 Caritas diocesane e di Caritas Italiana, e io sono contento di condividere con voi questo Giubileo, il vostro cinquantesimo anno di vita! Siete parte viva della Chiesa, siete «la nostra Caritas», come amava dire San Paolo VI, il Papa che l’ha voluta e impostata. Egli incoraggiò la Conferenza Episcopale Italiana a dotarsi di un organismo pastorale per promuovere la testimonianza della carità nello spirito del Concilio Vaticano II, perché la comunità cristiana fosse soggetto di carità. Confermo il vostro compito: nell’attuale cambiamento d’epoca le sfide e le difficoltà sono tante, sono sempre di più i volti dei poveri e le situazioni complesse sul territorio. Ma – diceva San Paolo VI – «le nostre Caritas si prodigano oltre le forze» (Angelus, 18 gennaio 1976). E questo è vero! […]

Clicca qui per leggere il discorso completo – Copyright © Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana

In Kerala per la creazione di sviluppo sostenibile

“Raksha Villa Trust Itticoltura” Questo è il nome del progetto che la Caritas diocesana di Pescara-Penne ha scelto di cofinanziare insieme a Caritas italiana per sostenere e aiutare la popolazione, ed in modo particolare le donne, della città di Kochi, nella regione indiana del Kerala. Questo micro-progetto ha come obiettivo la creazione e lo sviluppo di un circuito di coltura e immissione di pesce fresco e sano nel mercato contro la vendita di pesce contaminato. Attraverso la creazione di questo indotto sarà Inoltre possibile promuovere una maggiore attenzione alla salute della popolazione e creare maggiori opportunità di lavoro per le cellule di emancipazione femminile in quest’area sia nell’ambito della piscicoltura che della vendita.

Tuttavia, al momento,  sia il lockdown dovuto alla pandemia di covid-19 che i monsoni,  hanno creato non pochi problemi nelle fasi di attivazione del progetto. Di seguito riportiamo alcune immagini dello straripamento dei fiumi che con forza devastante stanno distruggendo territori e allevamenti. Siamo vicini alle popolazioni dell’India e in particolare del Kerala e speriamo di poter presto ripartire con il progetto.

Caritas e FOCSIV insieme per gli ultimi del mondo

Al via oggi la campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ideata e promossa da Caritas Italiana e FOCSIV, Un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione, delle disuguaglianze anche basandosi sugli approfondimenti che verranno proposti mensilmente sul sito www.insiemepergliultimi.it.

La campagna viene lanciata oggi 8 luglio in occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo e del settimo anniversario della storica visita di Papa Francesco a Lampedusa nel 2013 come ricordo del fatto che oggi più di prima siamo “Tutti sulla stessa barca”; base della campagna è sensibilizzare la Società al sostegno degli interventi nelle varie aree del mondo affinché si possa concretizzare un’azione semplice: “Condividere il pane. Moltiplicare la speranza”.

Riferendosi, nell’occasione, alle persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo in cerca di un futuro migliore, Papa Francesco nel 2013 ci ricorda che “[Un dramma, n.d.r.] richiede di essere affrontato non con la logica dell’indifferenza, ma con la logica dell’ospitalità e della condivisione al fine di tutelare e promuovere la dignità e la centralità di ogni essere umano”, ribadendo più volte, in questi anni, che tale concetto riguarda tutti i poveri, gli esclusi, i dimenticati, vittime di una globalizzazione dell’indifferenza. Oggi, in questo tempo di pandemia e conseguente emergenza sociale, la massima attenzione deve essere rivolta con ancor più forza a loro, i più fragili, gli ultimi del mondo, vittime di un aumento delle diseguaglianze e una drastica diminuzione delle risorse essenziali per la sopravvivenza.

Sul sito dedicato saranno pubblicati focus e approfondimenti sulla povertà nel mondo, attraverso dati e testimonianze e sarà possibile sostenere i progetti di Caritas Italiana e FOCSIV per le fasce più deboli e vulnerabili delle popolazioni nel mondo con interventi di solidarietà, sviluppo umano e concreta speranza. Il primo focus, già online, è dedicato al tema della fame, come conseguenza immediata delle ripercussioni economiche mondiali legate alla pandemia di covid-19, che, stando ai dati di previsione delle Agenzie ONU, potrebbero far raddoppiare le persone che non avranno a breve il quantitativo sufficiente per nutrirsi. Dagli attuali 135 milioni di persone affamate a 250 milioni entro dicembre 2020.

Nessuno resti indietro. Caritas Italiana per un piano per la protezione sociale universale contro la crisi

Caritas Italiana vive con grande preoccupazione l’inedita fase storica che il nostro Paese sta attraversando. La sua presenza capillare nel territorio attraverso la rete delle Caritas Diocesane – al fianco di tante persone e famiglie in difficoltà – la porta a mettere in evidenza due pericoli che emergono sin da ora. Da una parte il diffondersi dell’impoverimento e l’acuirsi delle disuguaglianze, e, dall’altra, il sorgere di nuove tensioni sociali. Per evitarli è necessario agire con rapidità e decisione. Questa responsabilità è di tutti e coinvolge sia le scelte personali, sia le decisioni delle pubbliche Istituzioni.

Sarà questo un modo per dare ascolto al recente messaggio di Papa Francesco “mentre pensiamo alla lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, s’insinua un pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro”. Per questo è necessaria unità tra noi, persone, comunità e stati. In particolare, alla vigilia di un importante vertice europeo, è fondamentale che – come auspicato oggi dal Papa – “l’Europa riesca ad avere questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione Europea”.

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