«Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura»
Il mattino di Pasqua si apre dentro una incomprensione. La resurrezione non è una verità che si impone con la forza dell’evidenza, ma un evento che chiede un cammino, un’apertura del cuore, una conversione dello sguardo.
Questo versetto ci dice qualcosa di molto umano: anche davanti all’amore più grande, non sempre capiamo. È una pagina profondamente umana, che parla anche di noi. È proprio qui che il Vangelo di Pasqua tocca la ferialità delle nostre vite. Anche noi, spesso, non comprendiamo fino in fondo ciò che accade: nelle nostre storie personali, nelle relazioni, nel mondo attraversato da guerre, violenze, egoismi, esercizi di potere che sembrano avere l’ultima parola. Come i discepoli, siamo disorientati, confusi, talvolta delusi.
Gesù non salva il mondo dominando. Il sepolcro vuoto è la smentita definitiva di ogni logica di potere. Dio non vince imponendosi, ma donandosi. Non vince con la forza, ma convince con l’amore. La resurrezione non è la rivincita di un vincitore che schiaccia i nemici, ma la fedeltà di un amore che attraversa la morte senza venirne sconfitto.
Il rischio, allora come oggi, è quello di fermarsi davanti al sepolcro cercando solo il corpo senza vita di Gesù. È uno sguardo reale, necessario, ma non sufficiente.
La Pasqua ci chiede di fare un passo in più: non negare il dolore, ma attraversarlo; non ignorare le ferite dell’umanità, ma imparare a riconoscervi i germogli di speranza. Gesù risorto non cancella i segni della croce: li porta nel suo corpo glorioso. Questo significa che proprio lì dove l’umanità è piagata possono nascere possibilità di resurrezione.
La Pasqua non elimina le domande, ma le apre alla speranza. Anche se non comprendiamo tutto, possiamo fidarci. Anche se il mondo continua a mostrare il suo volto ferito, possiamo credere che la vita è più forte della morte. Il Vangelo di oggi non ci chiede di capire tutto subito, ma di lasciarci convertire dallo sguardo del Risorto: uno sguardo capace di vedere, dentro la notte, l’alba che sta già nascendo.
Auguri!
Corrado De Dominicis
Direttore Caritas Pescara-Penne

