“Cui prodest scelus, is fecit”

Nella costante ricerca di rassicurazioni, siamo portati come esseri sociali ad assecondare tutto ciò che ci faccia sentire protetti, che ci assolva da responsabilità morali troppo pesanti da sostenere e troppo complesse da governare.

Forse per questo una crescente cultura che tende a ribaltare i rapporti fra i Valori in un turbine di paradossi morali e simulacri di rettitudine, marchiando di empietà un concetto alto come l’accoglienza, fa sentire una gran parte della nostra Società così rassicurata al cospetto di pericoli solo percepiti: perché le concede uno sfogo, una via di fuga, una distrazione massificata da ciò che invece la realtà stessa dovrebbe effettivamente essere attraverso l’impegno di ognuno di noi, ovvero il cammino di una Comunità che non lascia nessuno indietro. Nessuno.

Dunque perché non guardare davvero alla realtà? A chi giova una guerra tra poveri? Quale tornaconto per chi agita continuamente le acque alimentando paure verso la diversità? Quale il prezzo da pagare nell’odio dei penultimi verso gli ultimi?

“Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre” (1Gv 2,9)

 

Don Marco Pagniello

Direttore Caritas diocesana Pescara-Penne

 

 

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