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Campagna “Chiudiamo la forbice”

“Chiudiamo la forbice – dalle disuguaglianze al bene comune: una sola famiglia umana”, questo il titolo della campagna triennale promossa da ACI-AZIONE CATTOLICA ITALIANA, CARITAS ITALIANA, CTG-CENTRO TURISTICO GIOVANILE, COLDIRETTI-FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA, COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII–CONDIVISIONE FRA I POPOLI, EARTH DAY ITALIA, FOCSIV-VOLONTARI NEL MONDO, FONDAZIONE MISSIO, MCL-MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI, PAX CHRISTI ITALIA.

Al centro della campagna c’è il tema delle disuguaglianze al fine di sensibilizzare e informare territori e comunità sulle interconnessioni tra diseguaglianze, diritto al cibo, migrazioni, conflitti, ambiente e finanza (in particolare la questione del debito pubblico), raccontare e moltiplicare le esperienze e le iniziative educative, di advocacy, di solidarietà concreta, valorizzando il lavoro dei territori, le relazioni create tra gli organismi promotori della campagna, con i diversi soggetti locali.

I destinatari principali della campagna sono le realtà ecclesiali locali, parrocchie, associazioni, movimenti, le scuole di ogni ordine e grado e il mondo della cooperazione, dell’imprenditoria sociale e del terzo settore.

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#WelcomingEurope, per un’Europa che accoglie

La campagna si pone l’obiettivo di rendere l’Europa, concretamente, territorio di solidarietà per un’accoglienza dei migranti svolta in totale sicurezza, attraverso l’impegno dei salvataggi in mare, intensificazione del sistema dei corridoi umanitari e la protezione delle vittime di abusi.

L’azione principale è raggiungere un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri. L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) è un importante strumento di democrazia partecipativa all’interno dell’Unione europea con cui si invita la Commissione europea a presentare un atto legislativo in materie di competenza Ue.

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Adesione campagna #Europesolidarity 27 giugno

In queste settimane è esploso il tema della riforma del Regolamento Dublino III. Lo scontro politico tra posizioni diverse è molto duro e non appare facile giungere a un’intesa nel corso del Consiglio Europeo del 28 giugno prossimo ma è necessario fare ogni sforzo possibile per far si che la maggioranza qualificata del Consiglio (non è necessaria l’unanimità) aderisca o si avvicini alla proposta di riforma già votata dal Parlamento Europeo e sia possibile quindi avviare un compromesso che porti a un testo finale accettabile. Se ci sarà la paralisi o se, strumentalmente, il tema della riforma del Reg. Dublino, sarà cancellato dall’agenda dei lavori del Consiglio per essere rinviato all’autunno, il rischio assai elevato è che non ci sia nessuna riforma in questa legislatura, con gravi conseguenze.

Il ruolo del nostro Paese in questa fase può essere decisivo perché, almeno sul piano delle dichiarazioni e del programma di governo, sostiene il principio delle quote-paese e il superamento del criterio che lega l’esame della domanda al primo paese di ingresso . 

La strada è stretta ma non del tutto chiusa. 
E’ questo il momento di intervenire! 
Cosa possiamo però fare in un tempo così breve?
Caritas Italiana e Fondazione Migrantes aderiscono a questa campagna e dunque invitiamo anche voi a partecipare attivamente.
Potete:
  • Aderire all’appello attraverso il link  http://europeansolidarity.eu/it/ dove troverete anche l’appello sottoscritto da Caritas Italiana
  • Scrivete al Capo di Governo per chiedere che il Consiglio europeo del 28 cambi il Regolamento di Dublino per assicurare equa condivisione delle responsabilità sull’accoglienza
  • Condividere attraverso i social l’iniziativa per dare una maggiore risonanza